


Solo pochi anni fa Erin K (vero nome Erin Kleh) prendeva una chitarra acustica in mano e iniziava a buttare giù canzoni con estrema facilità. La scena anti-folk londinese impiega poco tempo ad accorgersi di lei e della sua band. Le sue canzoni bizzarre ma al contempo oneste e sincere, assemblate con stile unico e personale e le liriche che trattano argomenti di tutti i giorni come relazioni, cibo ma anche tematiche decisamente più ‘politically incorrect’ (bambole del sesso), colpiscono l’attenzione dei molti appassionati che si ritrovano ad affollare con grande frequenza i piccoli locali dove i nostri si esibiscono regolarmente.
Con il suo gruppo, ERIN K suona alle Olimpiadi e Paraolimpiadi di Londra 2012, fa la sua apparizione nel prestigioso cartellone del Festival di Edimburgo, fino ad arrivare a conquistare due tempi della musica come l’Union Chapel e il Bush Hall a Londra.
Il singolo di debutto, “Coins ”, strega Huw Stephens che lo propone come suggerimento settimanale nel programma ‘BBC Introducing’; ancora la BBC e poi la stampa specializzata (Kerrang e la colonna musicale del Guardian) accendono i riflettori sulla giovane ragazza che intanto si trasferisce a vivere negli States (Williamsburg, Brooklyn) per dedicarsi anima e corpo alla sua musica.
Nella serata di ieri ho avuto il piacere di sentirla live all’Arci Dallò a Castiglione delle Stiviere e, dopo il concerto, di farle qualche domanda; di seguito l’intervista completa.
“Come prima cosa vorrei parlare del genere musicale che ti rappresenta: folk / anti-folk. Qualche settimana fa ho visto il concerto di Bob Dylan a Mantova; possiamo chiamarlo il padre del folk revival americano e quindi vorrei chiederti se ti ispiri o sei influenzata da lui, dalle sue canzoni, oppure da altri artisti tipo Donovan, Ani DiFranco o Regina Spektor.”
“Sono cresciuta con la maggior parte degli artisti che hai menzionato, in quanto mia madre era un hippy e ascoltava parecchia musica degli anni 60 quando io ero piccola. Mi piace molto Regina Spektor, in quanto è molto creativa e mi piace il modo in cui presenta le sue storie, gli argomenti che tratta e i suoni che usa. Anche Donovan è uno dei miei artisti preferiti. Non so se sono stata influenzata da Dylan ma sicuramente è un artista che ammiro e fa parte della mia infanzia.”
“Voglio chiederti qualcosa a proposito del tuo nuovo album “I need sound”. Quali sono le più importanti differenze tra “Little Torch” (suo primo album del 2017) e “I need sound”?”
“I due album sono stati registrati più o meno nello stesso periodo. Comunque penso che “I need sound” sia il lavoro più bello che ho fatto finora e sono molto orgogliosa ed eccitata da questo album.”
“E quando uscirà?”
“Sinceramente non lo so ancora.”
“Ho visto che stasera è disponibile in anteprima sulla tua bancarella.”
“Si lo stiamo vendendo durante questo tour solo in Italia, ma penso che sarà disponibile a tutti entro settembre”.
“Qui con me ho questa raccolta di canzoni che avevo acquistato proprio qui dopo il tuo show qualche anno fa. Si può definire una sorta di anticipazione del primo album?”
“Si, contiene una canzone che è presente nel nuovo album, e ci sono alcuni pezzi che in seguito ho registrato di nuovo. Si può considerare comunque un buon album.”
“Ho visto parecchi disegni che rappresentano animali ibridi sulla tua pagina Facebook e sulle copertine dei tuoi lavori. Da dove nasce questa passione?”
“Credo di avere una dote per il disegno, per l’arte. Per quanto riguarda gli animali ibridi, non so da dove è venuta l’idea, ho solamente provato e sono usciti. C’è anche un’animazione online per Assholio, una canzone di “Little Torch”. Comunque credo che i miei disegni siano in qualche modo un canale per esprime quello che è accaduto nella mia vita.”
“E parlando del futuro, quali sono i tuoi sogni? Partecipare a grandi festival in giro per il mondo o vincere il disco di platino, per esempio?”
“Non lo so. Voglio solo continuare a comporre, questa è la cosa importante; non mi importa il luogo in cui esporre la mia musica. Ho ancora parecchio lavoro da fare sul palco e sto migliorando di anno in anno e il mio obiettivo è di migliorare, magari provando cose nuove.”
“E qual è la cosa che preferisci dell’essere una musicista?”
“Mi piace viaggiare e mi piace il momento in cui finisci qualcosa e provi un’esperienza e poi tutto si mescola e nasce una canzone. Questa è la parte migliore. E quando sto passando dei momenti difficili nella vita, tipo una storia finita male, credo che esprimere quelle sensazioni in musica sia un modo per trasformare il negativo in positivo.”
“Ti piace l’Italia?”
“No!! La odio!! (ride, ndr). Ma certo, amo l’Italia!”
“E preferisci il Nord o il Sud?”
“Credo di preferire il Nord, ma mi piacciono entrambi. Penso che il cibo sia migliore al Sud e la gente più amichevole ma al Nord è più facile comunicare e parlare con le persone in quanto al Sud in pochi parlano inglese.”
“Ok abbiamo finito! E’ stato un piacere incontrarti di nuovo, bel concerto… e spero di rivederti presto!”
“E’ stato un piacere anche per me!! Grazie, grazie mille!”
25 Aprile 2018


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