The 100 Club: il locale dove tre concerti hanno cambiato la storia della musica

Londra è una città in continua evoluzione, dove grattacieli, negozi scintillanti e il frenetico via vai di Oxford Street raccontano una metropoli proiettata verso il futuro. Eppure, nascosto proprio sotto una delle sue strade più trafficate, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Varcare la soglia del 100 Club significa lasciare fuori la Londra di oggi e ritrovarsi catapultati in un’altra epoca, tra pareti che hanno assistito ad alcuni dei momenti più importanti della storia della musica.

Durante la mia recente visita (link per l’articolo sulla serata) ho avuto la sensazione di entrare in un’autentica macchina del tempo. L’atmosfera, il palco raccolto e le fotografie alle pareti raccontano un passato che continua a vivere. In questo articolo ripercorreremo la storia del 100 Club attraverso tre concerti diventati leggendari, quelli dei The Damned, dei Rolling Stones e dei Metallica: tre band, tre epoche e tre esibizioni che, ciascuna a modo suo, hanno contribuito a scrivere la storia del proprio genere musicale.

Una cosa di famiglia

Prima di tutto è importante conoscere le radici di questo locale, aperto nel 1942 come Jazz Club, e quale modo migliore di farlo se non attraverso le parole del proprietario, Jeff Horton, in un’intervista del 2023 (link per leggerla).

Jeff rappresenta la terza generazione della sua famiglia a gestire il club, in quanto sua nonna fu azionista nel 1958 e suo padre vendette il negozio di dischi che aveva a Walkers Court nel 1964 per collaborare con lei e una terza persona.

Fu suo padre a chiamarlo The 100 Club, in quanto in precedenza c’era sempre stata la parola Jazz nel nome del club. Un cambio sinonimo di una politica musicale aperta da parte del padre, per includere tutti i tipi di culture e sottoculture.

Nei primi sei mesi si esibirono gruppi quali The Kinks, The Rolling Stones e gli Who quando si chiamavano The High Numbers. Il padre conservò un album di ritagli con tutte le band, gli articoli e le recensioni dei concerti: un tesoro enorme e preziosissimo.

Jeff iniziò nel 1984 a lavorare col padre, dopo che la fabbrica in cui lavorava ( British Aerospace) chiuse. A lui sembrava naturale iniziare a lavorare lì, perché ci era cresciuto e sentiva che prima o poi sarebbe accaduto. Sua figlia Ruby sta mandando avanti la gestione familiare lavorando con lui come responsabile del locale e promotrice; ce l’ha nel sangue, come tutto il resto della famiglia, si potrebbe dire.

6 Luglio 1976: il debutto assoluto dei The Damned

Una data che sembra banale, ma che segnerà la nascita della prima ondata punk britannica. A supporto dei Sex Pistols c’era una band al debutto sui palchi, che poi fu la prima ad incidere un singolo ed un album punk nel Regno Unito: The Damned. Brian James e Rat Scabies incontrarono Dave Vanian ad un concerto dei Pistols e lo ingaggiarono e poi venne Ray Burns, aka Captain Sensible: erano loro contro il mondo, interessati solo a fare musica in tempi duri ma di ottimismo, perché la creatività era ovunque e loro ne avevano da vendere.

In sala erano presenti poche persone, principalmente membri di altre band punk emergenti, ed il concerto fu registrato in lo-fi: un registratore a cassette della Sony dentro ad una borsa sportiva.

Ma non fu l’unica cosa strana della serata, in quanto il manager dei Pistols, Malcolm McLaren, pagò i Damned 5 sterline ma gliene chiese 10 per utilizzare l’impianto audio. Un vero affare per la band!

L’esibizione fu pubblicata inizialmente come disco bonus per il trentesimo anniversario di Damned Damned Damned nel 2007 e in seguito stampata in vinile in edizione limitata come Live at The 100 Club.

Poche settimane dopo il live la band tornò lì per partecipare al celebre 100 Club Punk Special, il primo festival punk della storia che consacrò la scena londinese, insieme a Clash, Buzzcocks e Siouxsie and The Banshees.

Nel 2016, in occasione del quarantesimo anniversario della band, i Damned tornarono al club per un’intervista (guardala qui) e suonarono la leggendaria New Rose, simbolo della scena punk britannica emergente.

31 Maggio 1982: lo show segreto dei Rolling Stones

Alcuni concerti diventano leggendari per la loro popolarità ed energia, altri invece mitologici, per non essere mai stati catturati da nessun apparecchio visivo o acustico. Il concerto dei The Rolling Stones del 1982 al The 100 Club appartiene alla seconda categoria.

Prima del concerto furono distribuiti volantini in tutto il Covent Garden, suscitando entusiasmo tra i fan e gli amanti della musica. La cosa strana fu che la band venne pubblicizzata come ‘Diz and the Doormen’, un gesto scherzoso che alimentò l’atmosfera underground ed esclusiva dell’evento.

Non è mai emersa nessuna registrazione audio di quella esibizione, una cosa incredibile essendo in un’epoca in cui tutto sembra essere documentato, archiviato, caricato e condiviso all’infinito. Il concerto sopravvive grazie a fotografie (guardale qui) e a ricordi di coloro che ebbero la fortuna di esserci. Alcune voci dissero che suonarono Mona ( I need you baby) di Bo Diddley e persino Chantilly Lace di J.P. Richardson, ma non ci sono prove per confermarlo.

Il fascino ed il mistero che circondano questa performance degli Stones continuano a crescere col passare dei decenni, rendendo il 100 Club ancor più unico.

20 Agosto 1987: il riscaldamento dei Metallica

Il genere metal, che scoppiò negli anni ‘80, ebbe ed ha tuttora tra i suoi maggiori esponenti la band statunitense dei Metallica, capace di riempire stadi e festival in tutto il mondo.

Ma nell’agosto del 1987, due giorni prima della loro grande esibizione al festival Monsters of Rock al Donington Park, i Metallica decisero di fare una tappa segreta e di riscaldamento, presentata con lo pseudonimo Damage Inc., proprio al The 100 Club.

Quel concerto (visibile a questo indirizzo) rappresentò la prima esecuzione dal vivo del brano Leper Messiah, oltre ai debutti live di cover e pezzi come The Wait, The Small Hours e l’unica esecuzione in assoluto di Crash Course in Brain Surgery. I

Inoltre, durante l’esecuzione di Helpless salì sul palco il chitarrista Brian Tatler dei Diamond Head.

Una serata elettrizzante e scoppiettante, condita anche da alcuni problemi di interruzione di corrente durante Fade to Black e Leper Messiah, che costrinsero la band a ripartire. Un’altra impronta dell’unicità di quel luogo!

C’è un futuro

Il successo del The 100 Club è documentato anche dalle foto appese alle pareti, un patrimonio che si conserva nel tempo. Un successo figlio anche della politica di apertura al mondo musicale, adottata prima dal padre e portata avanti da Jeff Horton. Un progetto che continua, guardando avanti, volendo essere progressisti: Jeff ingaggia band di quarant’anni fa ma lascia anche spazio a band emergenti e giovani, non cover band, ma nuovi gruppi e culture. A dimostrazione di questo è un pubblico anche giovane, ragazzi che hanno voglia di andare ai concerti e di ballare e saltare davanti al palco. E quale modo migliore di farlo se non al The 100 Club?

Quando sono uscito di nuovo su Oxford Street, il rumore della Londra moderna sembrava quasi fuori posto. Per qualche minuto avevo avuto la sensazione di essere tornato nell’epoca in cui la storia del rock si scriveva a pochi metri dal pubblico.

2 agosto 2026, E.B.

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