Il garage rock ha ancora qualcosa da dire
Ci sono concerti ai quali vai perché conosci già la band.
E poi ci sono quelli nei quali entri semplicemente perché vuoi vedere cosa succede.
Il 24 luglio scorso ero al 100 Club di Londra, uno di quei posti che non hanno bisogno di troppe presentazioni. Un piccolo pezzo di storia del rock infilato in Oxford Street, con decenni di concerti, sudore, chitarre e amplificatori sulle spalle.
Sul palco quella sera c’erano le Mimi and the Miseries.
E dopo averle viste suonare, la scelta della Band emergente del mese di Rockin’ Peace per settembre è venuta abbastanza naturale.
Perché queste quattro ragazze di Bristol hanno una cosa che nel rock non è mai passata di moda: sanno divertirsi facendo casino.
Quattro ragazze, un amplificatore e parecchio rock’n’roll
Mimi and the Miseries sono una band garage rock britannica con radici ben piantate negli anni Sessanta, nel rhythm & blues e nel rock’n’roll, ma con una bella dose di attitudine punk.
Il risultato non è però una semplice operazione nostalgia.
Non sembra di ascoltare quattro musiciste che stanno cercando di ricostruire un vecchio disco.
Sembra piuttosto che abbiano preso quel disco, l’abbiano infilato nell’amplificatore e abbiano deciso di vedere cosa succede se gli dai una bella scossa.
La formazione ruota attorno a Mimi, voce e chitarra, insieme a Mona Misery, basso, Myna Misery, tastiere, e Mickey Misery, batteria. La band è nata durante il secondo lockdown, quando Mimi aveva iniziato a suonare con la batterista originale Monday. Un video di una loro jam session pubblicato online cominciò a suscitare interesse e da lì arrivarono le prime proposte per suonare dal vivo. (Vintage Rock)
Insomma, quello che era nato quasi per gioco cominciava a diventare una cosa seria.
Anche se, fortunatamente, senza prendersi troppo sul serio.
Bristol, anni Sessanta e un’attitudine molto punk
Se c’è una parola che torna spesso quando si parla delle Mimi and the Miseries è garage.
Ma dentro c’è parecchio altro.
Ci sono le melodie delle girl group degli anni Sessanta, l’organo, il soul, il rhythm & blues e quel modo decisamente britannico di fare rock’n’roll.
E poi c’è il punk.
Non necessariamente quello fatto di velocità esasperata e tre accordi suonati alla disperata, ma quello spirito che dice: facciamolo e vediamo cosa succede.
Una combinazione che funziona particolarmente bene dal vivo.
Del resto, già nel 2022 la band spiegava di voler mantenere il proprio stile divertente e informale, senza trasformarsi nella classica formazione tutta look coordinato e pose da gruppo femminile anni Sessanta. (Vintage Rock)
E forse è proprio questo uno degli aspetti più simpatici delle Miseries.
Non devono dimostrare niente a nessuno.
Il primo EP
Nel marzo 2022 arriva il primo passo discografico: l’EP Mimi and the Miseries.
Quattro canzoni:
Movin’ Out
Stop Following Me ’Round
Security
Party!
Poco più di dieci minuti di musica che bastano per capire immediatamente da che parte tira il vento.
L’EP è stato pubblicato inizialmente in digitale attraverso This Could Prove Fatal e successivamente anche in una versione limitata in vinile 7” tramite Outro Records. (Mimi And The Miseries)
E già qui c’è un piccolo manifesto della band.
Movin’ Out è una cover di un brano dei Teemates del 1964, mentre Security arriva dal repertorio di Otis Redding. In mezzo ci sono gli originali Stop Following Me ’Round e Party!. (Vintage Rock)
Quattro pezzi, due cover e due originali.
Ma soprattutto un’idea molto chiara di quello che vogliono essere.
Stop Following Me ’Round
Tra i brani che hanno contribuito a far conoscere la band c’è Stop Following Me ’Round.
Il titolo dice già parecchio.
È un pezzo che parla di indipendenza e del rifiuto delle attenzioni maschili indesiderate, con un’attitudine che si sposa perfettamente con il sound garage della band. La stessa Mimi ha spiegato che il brano nasce proprio con l’idea di parlare di indipendenza femminile e di non aver bisogno dell’attenzione degli uomini. (Vintage Rock)
E no, non è una canzone da mettere come sottofondo mentre si aspetta il principe azzurro.
Anzi.
Probabilmente il principe azzurro farebbe meglio a stare a casa.
Treat Him Bad
Dopo il primo EP e il singolo Stop Following Me ’Round, le Miseries hanno fatto un altro passo avanti.
Nel novembre 2025 è arrivato il primo album: Treat Him Bad.
Dieci brani per circa 28 minuti.
Un disco che mantiene le coordinate della band ma permette di esplorarne meglio il mondo: Don’t You Worry, J.O.M.O, Never Let You Down, Tomorrow’s Tears, Hurt Me, Shadow Side, Stop Following Me Around, Treat Him Bad, Dr. Vincent e Before Midnight. (Amazon Music)
Non servono quaranta minuti di virtuosismi per dire qualcosa.
Le Miseries preferiscono andare dritte al punto.
Ed è probabilmente una delle cose che apprezzo maggiormente del loro modo di fare musica.
E poi arriva Londra
Torniamo al 24 luglio.
The 100 Club.
Per chi ama il rock britannico, già il nome del locale mette una certa pressione.
Ma le Mimi and the Miseries sembrano perfettamente a loro agio.
Dal vivo tutto quello che si sente nei dischi acquista un’altra dimensione.
Le chitarre diventano più sporche, la batteria spinge, le tastiere aggiungono quel sapore Sixties che caratterizza parecchio il loro sound e la voce di Mimi tiene insieme tutto.
E soprattutto c’è energia.
Quella che non puoi mettere in una descrizione su Spotify.
Quella che arriva quando una band suona davanti a te, a pochi metri di distanza, in un locale dove il pubblico è praticamente dentro il palco.
Ed è qui che capisci che le Mimi and the Miseries non sono semplicemente una band interessante da ascoltare.
Sono una band da vedere.
Il rock non è morto. E ogni tanto si diverte ancora.
Una delle cose che mi piace del garage rock è proprio questa.
Non pretende di salvare il mondo.
Non ha bisogno di inventarsi un nuovo genere ogni tre settimane.
Prende quello che funziona: un riff, una melodia, una batteria che spinge, un organo che entra al momento giusto, una voce con personalità.
Poi alza il volume.
Le Mimi and the Miseries fanno esattamente questo.
Hanno studiato il passato, ma non sembrano interessate a viverci dentro.
E forse è questo il modo migliore per mantenere vivo un genere che, sulla carta, avrebbe già dovuto essere morto e sepolto da parecchio tempo.
Band emergente del mese: Mimi and the Miseries
Se siete appassionati di garage rock, beat, rhythm & blues, rock’n’roll e punk, Mimi and the Miseries meritano sicuramente un ascolto.
Se invece siete tra quelli che pensano che il rock debba essere necessariamente complicato, tecnico e pieno di effetti speciali…
Beh, forse queste quattro ragazze di Bristol potrebbero darvi una piccola lezione.
A volte bastano quattro persone, qualche buon pezzo e un palco.
Il resto lo fa il volume.
Mimi and the Miseries sono la Band emergente del mese di settembre di Rockin’ Peace.
E visto che le parole, a un certo punto, devono lasciare spazio alla musica…
Adesso tocca a loro.
Qui sotto vi lascio un video delle Mimi and the Miseries dal vivo al 100 Club di Londra, il 24 luglio 2026.
Alzate il volume.
E buona Miseries.


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